Perché le banche tradizionali stanno sfidando lo statuto fiduciario di Coinbase?

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Le principali associazioni bancarie, tra cui ICBA e BPI, hanno recentemente esortato l’Office of the Comptroller of the Currency (OCC) a negare la domanda di Coinbase per uno statuto di banca fiduciaria nazionale. Questa opposizione, come evidenziato dal CLO di Coinbase, Paul Grewal, suggerisce uno sforzo concertato da parte delle istituzioni finanziarie consolidate per erigere “fossati normativi” contro l’innovazione crittografica, piuttosto che promuovere una concorrenza leale per lo statuto fiduciario di Coinbase.

Il percorso normativo: opposizione allo statuto fiduciario di Coinbase

Proprio ieri, il 4 novembre 2025, due dei gruppi di pressione bancaria più influenti di Washington, l’Independent Community Bankers of America (ICBA) e il Bank Policy Institute (BPI), hanno presentato formalmente lettere di commento all’OCC. Il loro chiaro obiettivo: bloccare l’offerta di Coinbase per uno statuto di banca fiduciaria nazionale per la sua filiale, Coinbase National Trust Co. Entrambi i gruppi hanno avvertito che l’approvazione della domanda di Coinbase solleverebbe significative “preoccupazioni sistemiche e legali”, sostenendo la sua negazione a meno che l’exchange di criptovalute non fornisca informazioni più dettagliate sul suo progetto operativo.

L’ICBA, in particolare, ha sostenuto che la parte pubblicamente disponibile della documentazione di Coinbase era “troppo vaga per giudicare la sicurezza e la legalità”. Hanno criticato Coinbase per aver presumibilmente fatto affidamento su una lettera interpretativa dell’OCC emessa senza preavviso pubblico, che, a loro dire, non poteva giustificare legalmente attività non fiduciarie. Sono state espresse preoccupazioni anche riguardo a quelle che percepivano come “funzioni di rischio e controllo difettose” di Coinbase e una “struttura di governance non indipendente”, suggerendo che questi aspetti rendessero il piano non sicuro. Nel frattempo, il BPI, che rappresenta alcune delle più grandi banche della nazione, ha sostenuto che l’approvazione “supererebbe l’autorità dell’OCC ai sensi della legge federale” a meno che Coinbase non fosse impegnata principalmente in attività fiduciarie. Hanno anche sollecitato l’OCC a chiarire se il trust di Coinbase potesse gestire o sostenere stablecoin, temendo che tali accordi potessero aggirare i divieti del GENIUS Act sulle stablecoin fruttifere.

La posizione di Coinbase: protezionismo contro progresso

Il Chief Legal Officer di Coinbase, Paul Grewal, ha risposto rapidamente alle azioni delle lobby bancarie tramite i social media ieri, definendo la loro opposizione come un “protezionismo” sfacciato. Il tweet di Grewal ha sottolineato l’ironia: le banche consolidate, ha suggerito, si opponevano attivamente a uno statuto fiduciario regolamentato perché preferivano che il settore delle criptovalute rimanesse non regolamentato. Questo, ha sostenuto, era un chiaro tentativo da parte dei lobbisti bancari di “scavare fossati normativi” per proteggere i propri interessi, piuttosto che proteggere genuinamente i consumatori. Questa continua lotta illumina la tensione fondamentale tra la finanza tradizionale e lo spazio degli asset digitali in rapida evoluzione, dove uno statuto fiduciario di Coinbase rappresenta un passo significativo verso l’integrazione mainstream.

Coinbase aveva richiesto il suo statuto fiduciario nazionale all’inizio del mese scorso, con l’obiettivo di espandere le sue operazioni Prime Vault e Prime Custody. Questi servizi sono progettati per integrare la custodia con le capacità di staking, finanziamento e trading offerte dalle affiliate di Coinbase. Tuttavia, i gruppi bancari hanno ribattuto che questa configurazione potrebbe creare “dipendenze inter-affiliate”, esponendo potenzialmente i clienti a “rischi di amministrazione controllata non testati” qualora il trust incontrasse difficoltà.

Un panorama in evoluzione: il futuro delle criptovalute nella finanza

La disputa attuale è più di una semplice battaglia per lo statuto di una società; segnala un più ampio “cambiamento strutturale” nel mondo finanziario. Ruchir Gupta, co-fondatore del marketplace istituzionale Gyld Finance, ha osservato che è qui che “due mondi finanziari si scontrano”. Ha suggerito che la vera paura delle banche non è la volatilità del mercato, ma piuttosto la prospettiva di una maggiore concorrenza. Se Coinbase, un’entità crittografica di spicco, si assicurasse questo statuto federale, diventerebbe effettivamente un’istituzione finanziaria regolamentata a livello federale, creando un precedente che altre società crittografiche seguirebbero senza dubbio.

In effetti, Coinbase non è sola in questa ricerca. Anche altri attori significativi come Circle, Ripple, Bridge (il braccio stablecoin di Stripe) e Paxos hanno presentato o annunciato le loro intenzioni di richiedere statuti fiduciari nazionali. Questa tendenza sta già riscuotendo successo, con Erebor Bank che ha ricevuto l’approvazione condizionale dell’OCC il mese scorso, a seguito dello statuto precedente di Anchorage Digital, il cui ordine di cessazione e desistenza è stato terminato dall’OCC il 21 agosto 2025. Questi sviluppi indicano una chiara spinta da parte delle istituzioni crittografiche nel territorio supervisionato a livello federale. Anche Jonathan Gould, capo dell’OCC, ha recentemente osservato a una conferenza dell’American Bankers Association il 21 ottobre 2025 che le stablecoin “non sono una minaccia per i depositi overnight” e potrebbero, se adeguatamente regolamentate, consentire alle banche comunitarie di competere in modo più efficace con le istituzioni più grandi. Per coloro che seguono questi cambiamenti dinamici e cercano un vantaggio nella comprensione del sentiment del mercato e degli impatti normativi, piattaforme come cryptoview.io offrono approfondimenti preziosi. Trova opportunità con CryptoView.io

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