Quando si tratta di sicurezza blockchain, il concetto di un attacco del 51% spesso emerge come rischio teorico. Questo scenario coinvolge un’entità singola o una coalizione che prende il controllo di più della metà del tasso di hash di una rete, il che potrebbe consentire loro di manipolare la sequenza delle transazioni, impedire nuove transazioni e persino annullare quelle completate attraverso il double spending. Nonostante queste paure, le analisi recenti rivelano che lanciare tali attacchi su criptovalute leader come Bitcoin ed Ethereum non solo è impraticabile, ma anche economicamente non fattibile.
Il Costo Elevato del Compromettere la Sicurezza
Secondo studi recenti, la barriera finanziaria per eseguire un attacco del 51% su Bitcoin o Ethereum è eccessivamente alta. Per Ethereum, alla fine del 2023, con il suo prezzo a $2.279 e un pool di staking di 28,8 milioni di ETH distribuiti su 899.840 validatori, un attaccante dovrebbe radunare uno sbalorditivo $34,39 miliardi per tentare anche solo un attacco del 34%. Se dovessero mirare a iniziare il 31 dicembre 2023, raggiungere la soglia di controllo del 33% richiederebbe fino al 14 giugno 2024, illustrando lo sforzo monumentale richiesto.
Anche Bitcoin presenta una narrazione simile. Per sopraffare la rete di Bitcoin, un aggressore dovrebbe affrontare costi di produzione superiori a $20 miliardi, rendendo necessaria la fabbricazione di quasi 40 milioni di unità S9. Optare per l’ASIC Bitmain S21 più avanzato ridurrebbe il costo a circa $5,6 miliardi entro dicembre 2023, basato sull’acquisto di 2,5 milioni di unità a $2.240 ciascuna. Nonostante sia più efficiente in termini di costo, questo approccio richiederebbe comunque una collaborazione sostanziale con i produttori e probabilmente incontrerebbe significativi ostacoli logistici.
L’Equilibrio tra Fattibilità Economica e Sicurezza della Rete
I risultati di questi studi sottolineano un punto critico: l’infrastruttura di sicurezza sia di Bitcoin che di Ethereum si è evoluta a un punto in cui i rischi e i costi associati a un attacco del 51% superano di gran lunga eventuali guadagni potenziali. Questo deterrente economico è una testimonianza della solidità di queste reti, garantendo che le attività maligne siano meno attraenti rispetto alla partecipazione costruttiva o all’astensione dagli attacchi. Questo scenario è un esempio pratico dell’Equilibrio di Nash in azione, dove le decisioni strategiche di tutti i partecipanti portano a un risultato in cui nessuno può beneficiare cambiando strategie unilateralmente se gli altri mantengono invariata la propria strategia.
Non Tutte le Reti Sono Ugualmente Sicure
Anche se Bitcoin ed Ethereum possono essere considerati come fortezze contro la minaccia di un attacco del 51%, lo stesso non si può dire per tutte le reti blockchain. Reti più piccole o meno consolidate si sono dimostrate più vulnerabili. Ad esempio, Bitcoin SV e la criptovaluta incentrata sulla privacy Firo (precedentemente Zcoin) hanno entrambe subito tali attacchi. Anche Ethereum Classic è stato preso di mira, sottolineando la variabilità della sicurezza tra i diversi ecosistemi blockchain.
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