Cosa ha causato il significativo calo di prezzo di Chainlink?

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L’11 ottobre *dell’anno scorso*, Chainlink (LINK) ha subito un notevole calo giornaliero del 21,89%, precipitando a 17,39 dollari, in gran parte innescato da un significativo calo del mercato aggravato da un sostanziale evento di sblocco dei token di Chainlink. Ciò ha comportato il rilascio da parte del team di Chainlink di 18,75 milioni di token, per un valore di circa 387 milioni di dollari, in circolazione, intensificando la pressione di vendita in tutto l’ecosistema.

Prezzo di Chainlink (LINK)

L’impatto di un importante rilascio di token sul valore di LINK

Nel bel mezzo di un mercato turbolento, il team di Chainlink ha fatto una mossa che ha colto molti alla sprovvista: sbloccare 18,75 milioni di token LINK da una fornitura non circolante. Questi token, con un valore stimato di 387 milioni di dollari all’epoca, sono stati successivamente depositati su Binance dopo un periodo di inattività di quattro mesi. Questa azione, un sostanziale sblocco dei token di Chainlink, in genere segnala un imminente aumento della pressione di vendita, soprattutto quando la domanda del mercato non è abbastanza robusta da assorbire la nuova offerta. Storicamente, tali trasferimenti su larga scala di token LINK agli exchange hanno spesso coinciso con periodi di sottoperformance per l’asset.

L’improvviso afflusso di token nel mercato liquido, in particolare durante un sentimento già ribassista, può esacerbare i cali di prezzo. Per i detentori a lungo termine, questa mossa ha sollevato interrogativi sulla volatilità a breve termine, poiché l’offerta circolante si è espansa senza un aumento commisurato dell’interesse all’acquisto.

Reazione degli investitori al dettaglio e dinamiche degli exchange

Quando il mercato più ampio ha iniziato la sua discesa, anche gli investitori al dettaglio hanno mostrato segni di vendite dettate dal panico. I dati di Coinalyze *dell’anno scorso* hanno rivelato uno squilibrio significativo, con Chainlink che ha registrato 11,46 milioni di volumi di vendita contro soli 10,1 milioni di volumi di acquisto. Ciò ha comportato un delta acquisto-vendita negativo di -1,36 milioni, che indica chiaramente una liquidazione aggressiva da parte dei partecipanti più piccoli. Molti investitori al dettaglio, forse temendo ulteriori perdite, hanno optato per *incassare* piuttosto che *HODL*.

Questa frenesia di vendita si è riflessa nell’attività degli exchange. Il 10 ottobre *dell’anno scorso*, gli afflussi di exchange per LINK sono saliti a un massimo di sette mesi di 16,4 milioni di token, prima di stabilizzarsi a 2 milioni il giorno successivo. Di conseguenza, anche il Netflow degli exchange ha raggiunto un massimo di sette mesi di 9,3 milioni di token, un forte indicatore del movimento di token da wallet privati a exchange, spesso un precursore della vendita. Tali modelli hanno storicamente preceduto le correzioni dei prezzi e questa istanza non ha fatto eccezione.

Turbolenze del mercato dei futures e ondate di liquidazione

Il crollo del mercato ha anche inviato increspature attraverso il mercato dei derivati, portando a panico diffuso e liquidazioni significative. Il 10 ottobre *dell’anno scorso*, CoinGlass ha riportato un massiccio evento di liquidazione, con 167,34 milioni di dollari in posizioni lunghe e 15,4 milioni di dollari in posizioni corte spazzate via. Questa tendenza è continuata fino all’11 ottobre, aggiungendo altri 1,2 milioni di dollari in liquidazioni, portando il totale a oltre 183,94 milioni di dollari in posizioni future liquidate entro 24 ore.

Oltre alle liquidazioni, l’Open Interest (OI) per i derivati di Chainlink è crollato del 47,79% a 717,35 milioni di dollari, segnalando un forte calo nell’apertura di nuove posizioni. Al contrario, il volume dei derivati è aumentato del 222,9% a 5,3 miliardi di dollari. Ulteriori analisi dei dati sui derivati hanno indicato che questo aumento del volume è stato guidato principalmente dalla domanda di posizioni corte, riflettendo un sentimento ribassista prevalente tra i trader che scommettevano su un’ulteriore svalutazione dei prezzi. Il rapporto corto/lungo è sceso a 0,91, sottolineando la convinzione del mercato che i prezzi probabilmente sarebbero ulteriormente diminuiti.

Trend di Chainlink (LINK)

Prospettiva tecnica retrospettiva e azione sui prezzi

A seguito del calo del mercato e del sostanziale sblocco dei token di Chainlink, gli indicatori tecnici di LINK *dell’anno scorso* hanno dipinto un quadro netto di slancio ribassista. Lo Stochastic RSI è sceso a 18, spingendo l’asset in profondità nel territorio di ipervenduto. Contemporaneamente, il suo Directional Movement Index (DMI) è sceso a 8, convalidando ulteriormente il forte spostamento verso un trend al ribasso. All’epoca, gli analisti avevano previsto che se queste condizioni di mercato persistevano, LINK *avrebbe potuto scendere* a 15,5 dollari.

Mentre la ripresa del mercato crypto più ampio e un raffreddamento dell’incertezza macroeconomica sono stati visti come potenziali catalizzatori per LINK per riconquistare il segno dei 22 dollari, le immediate conseguenze dello sblocco dei token e del crollo del mercato hanno creato significativi venti contrari. Per coloro che navigano in tali movimenti di mercato volatili, sfruttare piattaforme di analisi avanzate può essere cruciale. Strumenti come cryptoview.io offrono dati e approfondimenti completi per aiutare gli investitori a prendere decisioni informate in un panorama dinamico.

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